Roma, 10 lug. (askanews) – Portare fino alla meta la proposta di riforma della legge 157/92, ormai “del tutto inadeguata” ad affrontare l’emergenza fauna selvatica che sta mettendo in ginocchio l’agricoltura e minacciando anche la sicurezza pubblica da Nord a Sud Italia. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, in audizione sul disegno di legge in materia davanti all’VIII e IX Commissione del Senato.

“Da anni denunciamo l’insostenibilità dell’attuale quadro normativo, soprattutto per le conseguenze dirette sulle produzioni agricole, sulla sicurezza delle imprese e sulla vivibilità dei territori rurali – ha detto Fini – Per questo, apprezziamo l’attenzione che il Governo e il Parlamento finalmente rivolgono alla revisione di una legge obsoleta e inefficiente”.

In particolare, il presidente di Cia ha sottolineato l’importanza del riconoscimento nel ddl del ruolo attivo degli imprenditori agricoli nella gestione della fauna selvatica. “È fondamentale che gli agricoltori, specificatamente formati e abilitati, possano partecipare direttamente ai piani di contenimento, anche in contesti emergenziali, per proteggere le proprie produzioni e garantire la continuità dell’attività agricola – ha evidenziato Fini – Così come è positivo, per l’organizzazione, il rafforzamento degli ATC (Ambiti Territoriali di Caccia) e la loro apertura a forme di collaborazione con il settore primario”.