Si concentrano su tre reperti gli accertamenti dei periti del Tribunale di Pavia che indagano sul caso Garlasco. In particolare, la genetista Denise Albani e il dattiloscopista Domenico Marchigiani, incaricati dalla giudice Daniela Garlaschelli, effettueranno un supplemento di indagine su possibile materiale genetico, benché in limitatissima quantità, rilevato su una paradesiva di un’impronta, sul frammento del tappetino del bagno e sul tampone orale eseguito sul corpo di Chiara Poggi. Tracce infinitesime sulle quali c’è ancora da capire se siano davvero utili per riuscire ad estrarre un profilo genetico per un confronto. Quella sulla paradesiva ha già dato un primo responso, almeno secondo quanto è stato comunicato ai consulenti delle parti. Si tratterebbe di materiale genetico «Y», quindi maschile, anche se parziale.
Garlasco, i tre reperti chiave per la ricerca del Dna: trovato materiale genetico «Y» sulla striscia paradesiva di un'impronta
C’è Dna maschile, ma va riesaminato. Altre indagini anche sul tappetino del bagno e su un tampone orale eseguito sul corpo di Chiara Poggi: si tratta di tracce infinitesime, da capire se utili









