Milano, 10 lug. (askanews) – C’è un uomo che cammina sull’aria. Non è una metafora. Cammina davvero. Sopra le città, sopra le vallate, sopra di noi. Mentre noi, qui sotto, facciamo fatica a stare in equilibrio… anche con i piedi ben piantati a terra. Lui no. Lui si muove sul filo come se fosse a casa sua. E forse lo è davvero. Perché quello spazio sospeso, dove tutto vacilla… è anche lo spazio in cui tutto è possibile.

Andrea Loreni lo chiamano il funambolo. Ma lui si definisce un artigiano del disequilibrio. Non un domatore della paura. Uno che con la paura… ci prende il caffè ogni mattina.

“Ho sviluppato la capacità di stare nel disequilibrio, nel vivere la situazione critica – dice Andrea Loreni – Sicuramente con un po’ di paura perché la situazione critica, la trasformazione, il cambiamento fanno paura, perché ti portano via da una situazione stabile e ben conosciuta. Quindi affrontare una situazione ignota e vuota con questi spazi molto grandi che sono tipici delle mie traversate spaventa perché richiede la capacità di trasformarsi, cioè di assumere ogni momento una nuova forma, la forma richiesta dal disequilibrio, dalla domanda che viene posta dal contesto nuovo. Ogni passo è una nuova domanda che richiede una nuova risposta, cioè una nuova forma. E quindi lasciare andare quello che c’è dietro per accogliere quello che c’è davanti è un po’ la mia l’abilità che ho che ho sviluppato”. E aggiunge: “Sì, ho paura, sì, sono spaventato, sì, sono anche un essere fragile. Ma in questa paura, nella capacità di fare una cosa, nonostante la paura, c’è anche la possibilità di guadagnare la propria libertà, cioè di realizzare tutto il nostro potenziale”.