Le grandi banche Usa si preparano a una nuova ondata di dividendi e buy back azionari dopo il superamento degli stress test condotti dalla Federal Reserve. In attesa dell’esito del test, la Fed aveva vietato alle banche Usa di fare annunci riguardo alla distribuzione di utili e capitale. Da oggi quel divieto decade e ora gli analisti si aspettano una sequenza di annunci di nuovi buy back miliardari che, con ogni probabilità, in alcuni casi coincideranno con la ormai prossima presentazione dei conti del secondo trimestre. L’appuntamento più atteso dagli investitori è per il 15 luglio, quando ad alzare il velo su utili e remunerazione degli azionisti sarà il colosso bancario Usa JP Morgan.

L’impatto

Ma l’incremento dei buy back non sarà la sola conseguenza dell’esito positivo degli stress test, che secondo alcuni osservatori poggiavano su criteri fin troppo benevoli (l’esposizione al private credit non rientrava nell’esame). Gli extra buffer di capitale mostrati dalle 22 grandi banche Usa anche in caso di scenario economico negativo aprono il varco per quella deregulation, invocata dall’amministrazione Trump, che ora la Fed si appresta a varare riducendo i requisiti minimi di capitale richiesti alle banche che così avranno più spazio in bilancio per acquistare titoli di Stato Usa. In particolare il mercato e anche il Governo guardano agli effetti della revisione di calcolo dell’e-SLR (enhanced Supplementary Leveraged Ratio) che è stata approvata di recente dalla Fed su proposta della nuova vicepresidente per la supervisione bancaria Michelle Bowman, nominata da Trump. Secondo le stime degli analisti di Goldman Sachs citati da Reuters, la modifica normativa potrebbe liberare 5,5 trilioni di dollari dai bilanci bancari.