Icibi non sono immutabili: lo stesso alimento, a distanza di anni, può diventare diverso, più di quanto crediamo. La natura nutrizionale di alcuni cibi, infatti, può cambiare, anche per effetto dei cambiamenti climatici. Un messaggio che da qualche tempo diversi esperti nel campo hanno rilanciato: stavolta a farlo è Jiata Ugwah Ekele, studentessa di dottorato presso la Liverpool John Moores University, presentando i risultati della propria ricerca al congresso della Society for Experimental Biology in corso fino all’11 luglio ad Anversa.
La crisi climatica rischia di far scomparire le banane
Ekele e colleghi si riferiscono ai risultati delle analisi condotte su kale, rucola e spinaci. Come crescono queste piante ad uso alimentare quando si aumentano sperimentalmente anidride carbonica e temperatura? Per scoprirlo i ricercatori hanno aumentato entrambi i valori di questi fattori (1000 ppm per l’anidride carbonica, mentre non è chiaro quali siano le temperature usate nello studio), e hanno quindi analizzato valori come tassi di crescita, area delle foglie, rapporto tra carbonio e azoto e biomassa accumulata. Accanto a questo, come si legge nei risultati dello studio presentato ad Anversa, sono state condotte anche analisi quantitative, utilizzando dei metodi di chimica analitica per capire se e in che modo la crescita in queste condizioni modificasse il profilo nutrizionale dei vegetali. Le indagini hanno riguardato diversi composti, come proteine, minerali, antiossidanti e vitamine.






