Gli accordi sui dazi statunitensi iniziano ad arrivare, Wall Street e le Borse europee festeggiano. Siglato quello con la Cina, come rimarcato dalla Casa Bianca senza però fornire ulteriori dettagli. Vicino quello con l’Unione europea, come riportano fonti a conoscenza del dossier. Se nel primo caso le indiscrezioni parlano di un netto rispetto bilaterale degli accordi siglati a metà maggio a Ginevra - fra cui dazi al 30% contro Pechino, del 10% di ritorsione, lo scambio di magneti, terre rare, e una maggiore apertura alle importazioni di tecnologia non militare - nel secondo le incognite sono ancora elevate, ma l’ipotesi in campo è l’accettazione della tariffa base al 10%. Una posizione negoziale svantaggiosa per Bruxelles e considerata arrendevole da più di un osservatore.

L’obiettivo, per tutte le parti, è arrivare al 9 luglio - data prescelta per l’introduzione delle tariffe statunitensi su scala globale - con un pacchetto definito. O se non così, entro il Labor Day, come spiegato da Fox News dal segretario del Tesoro, Scott Bessent. Entro l’inizio di settembre, dunque, i mercati finanziari potrebbero uscire in larga parte dall’attuale incertezza. Investitori che guardano con attenzione agli sviluppi, ma intanto danno fiducia al presidente Donald Trump, che vede vicini «diversi accordi». Il condizionale è d’obbligo, ma qualche passo in avanti si è fatto. Le trattative tra Washington e i partner globali per il ribilanciamento della politica commerciale statunitense sono in corso. Una partita difficile, e con esiti lungi dall’essere definitivi. «Le notizie di oggi sono positive, ma bisogna aspettare gli accordi definitivi per capire in che modo potranno esserci conseguenze», evidenziano gli analisti di Brevan Howard in una nota. Il numero uno della Casa Bianca si è mostrato sicuro davanti alla stampa: «Abbiamo raggiunto un’intesa con la Cina e con probabilmente altri quattro o cinque Paesi, insieme con il Regno Unito».