Qualunque sia l’esito del negoziato commerciale fra gli Stati Uniti e l’Unione europea – in gran parte ancora aperto – alcuni punti iniziano a profilarsi. Il primo è che il bullismo di Donald Trump, in Europa, funziona. Non ha funzionato con il Canada di Justin Trudeau o di Mark Carney, che hanno costretto gli Stati Uniti a importanti ritirate dal loro protezionismo. Non ha funzionato con la Cina di Xi Jinping, che alzato a sua volta i propri dazi con decisione, frenato la fornitura di terre rare raffinate e costretto la Casa Bianca a un primo accordo molto più equilibrato. Non ha funzionato con i mercati finanziari, che si sono rivoltati contro le incomprensibili scelte del «Liberation Day» e hanno costretto il presidente a un’imbarazzante marcia indietro.
I dazi e il bullismo di Trump: le trappole nascoste dietro l’offerta Usa all’Europa
Le minacce del presidente Usa non hanno spaventato Canada e Cina, mentre in Europa siamo pronti ad accettare un compromesso che nasconde vantaggi solo per gli americani






