L’accordo sui dazi raggiunto domenica tra Stati Uniti e Cina ha fatto volare le borse asiatiche, con la Borsa di Tokyo che ha chiuso il primo giorno della settimana in sostenuto aumento, e instillato un cauto ottimismo in quelle europee. L’intesa preliminare annunciata dal segretario al Tesoro Scott Bessent scongiura l’entrata in vigore di ulteriori tariffe del 100% contro Pechino e spiana la strada all’incontro fra Xi Jinping e Donald Trump che si terrà giovedì. Ai due leader spetta ora il compito di finalizzarla. I dettagli forniti finora sono però vaghi.
Bessent ha parlato di un’intesa sulla soia e sulle terre rare, gli elementi chimici fondamentali per la produzione di smartphone, veicoli elettrici e turbine eoliche, con la Cina che si è impegnata a rimandare di un anno l’entrata in vigore delle temute restrizioni all’export, rivendendo nel frattempo la misura. La delegazione cinese ha parlato di un “consenso positivo”, di una trattativa che mette sulla buona strada ma, nel suo resoconto, non ha offerto alcun riferimento alle terre rare, per le quali Trump ha lanciato la sua ‘campagna d’Asia’. Nel tour in Malesia, Giappone e Corea del Sud, il presidente intende infatti siglare accordi con altri paesi – lo ha già fatto con la Malesia e l’Australia – per ottenere i minerali essenziali e ridurre così la dipendenza americana da Pechino.









