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Un’inchiesta del quotidiano israeliano Haaretz ha raccontato come le stragi di civili palestinesi ai punti di distribuzione di cibo nella Striscia di Gaza, compiute nelle ultime settimane, siano state il risultato di precisi ordini dati dai comandanti israeliani ai loro soldati. Gli spari dovevano servire a disperdere le folle e hanno ucciso decine di persone. Sono accuse molto gravi, raccontate ad Haaretz dagli stessi soldati in forma anonima.
Le stragi sono state compiute vicino ai centri della Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), l’organizzazione voluta da Israele per controllare la distribuzione del cibo nella Striscia e usare la fame come ulteriore arma contro i palestinesi. La Ghf ha iniziato a operare da maggio con quattro centri, tre nel sud e uno nel centro, aperti per una sola ora al giorno, la mattina. Per questo, da quando hanno iniziato a essere operativi, attorno ai centri si sono create grandi folle, con migliaia di civili in coda fin dalla notte per cercare di ricevere del cibo, in una situazione sempre più drammatica.
Haaretz ha scritto che in diverse occasioni i soldati israeliani hanno sparato sui civili prima dell’apertura dei centri, per disperdere le folle, e poi dopo la chiusura, con la stessa motivazione.







