La procura di Cosenza ha chiesto il giudizio immediato per Rosa Vespa, la donna che nel gennaio scorso ha rapito una neonata alla clinica Sacro Cuore. Dopo aver finto per mesi una gravidanza, resa plausibile anche dalla corporatura robusta della donna, Vespa ha portato via la bambina, nel tentativo di ingannare il marito, Moses Omogo, e tutti i parenti, persino invitati a casa per festeggiare il parto.
L’inganno
Ai familiari Vespa aveva raccontato di aver dato alla luce un maschio e sono stati loro ad accorgersi dell’inganno, poco prima che la polizia bussasse alla porta per arrestare la donna e soccorrere la bambina, restituita poi ai genitori, Valeria Chiappetta e Federico Cavoto. Dall’inchiesta, coordinata dal pm Antonio Bruno Tridico, sembra ormai definitivamente uscito il compagno della donna.
Verso l’archiviazione per il marito
Approfittando dei mesi in cui si era allontanato da Cosenza per tornare a fare visita alla famiglia in Nigeria, la donna aveva iniziato a simulare la gravidanza, poi, con una serie di pretesti, lo aveva tenuto lontano dalla clinica dove diceva di aver partorito. Inizialmente fermato insieme a lei, Omogo è riuscito immediatamente a dimostrare la sua totale estraneità al folle piano della compagna, per questo è stato subito liberato e la sua posizione stralciata. Per lui, si va verso l’archiviazione.






