Rosa Vespa, la 52enne che la sera del 21 gennaio 2025 rapì una neonata di appena un giorno da una clinica privata di Cosenza, al momento del fatto era capace di intendere e di volere.
Lo hanno stabilito i periti nominati nell'ottobre dal giudice delle udienze preliminari.
"La consulenza, che conta oltre 100 pagine - ha detto la legale della donna, l'avvocata Teresa Gallucci - non dice che Rosa è una persona equilibrata ma evidenzia diverse problematiche.
Nello specifico, al momento del rapimento, la ritengono capace di intendere e volere. Questo parere è in netto contrasto con la nostra perizia".
L'accertamento è stato chiesto dal gup nell'ambito del giudizio abbreviato condizionato proprio alla perizia psichiatrica. La famiglia della madre della piccola, compresi i nonni sia paterni che materni, si sono costituiti parte civile.







