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Anna Wintour lascerà la direzione di Vogue America, la più importante rivista di moda del mondo, anche se continuerà a supervisionarne le pubblicazioni, insieme a quelle di altre otto edizioni di Vogue, in quanto direttrice editoriale globale della testata. La notizia è stata diffusa da altre due testate specializzate del mondo della moda, Women’s Wear Daily (WWD) e Business of Fashion, dopo essere stata annunciata giovedì alla redazione di Vogue. Condé Nast, il gruppo editoriale che oltre a Vogue possiede Vanity Fair, GQ e il New Yorker, l’ha poi confermata a CNN.

Wintour, che ha 75 anni e ha la doppia cittadinanza britannica e statunitense, era la direttrice dell’edizione statunitense di Vogue (Vogue America, appunto) dal 1988. Nessun’altra persona aveva diretto Vogue a lungo quanto lei. È influentissima nel settore della moda ed è molto nota anche al di fuori, soprattutto dall’uscita del film Il diavolo veste Prada, dove il personaggio della direttrice interpretato da Meryl Streep, Miranda Priestly, è molto probabilmente ispirato a lei.

Dal 2020 Wintour è anche la direttrice globale di Condé Nast e in quanto tale controlla quasi tutte le testate del gruppo con la sola eccezione del New Yorker, diretto da David Remnick. Una volta che non sarà più direttrice di Vogue America (editor in chief, in inglese) non sarà sostituita da una persona a cui sarà assegnato lo stesso titolo (che non esisterà più), ma da un head of editorial content, letteralmente “capo del contenuto editoriale”, che starà direttamente sotto Wintour. Le cose funzionavano già così per le edizioni internazionali di Vogue, compreso Vogue Italia, la cui head of editorial content è Francesca Ragazzi.