Dopo 37 anni il simbolo del giornalismo di moda passa la mano. “Ora penso che il mio più grande piacere sia aiutare la nuova generazione di direttori a sbaragliare il campo con nuove idee”
di Serena Tibaldi
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Anna Wintour, 75 anni, lascia Vogue. Possibile che la papessa della moda, la donna più potente del sistema, quella che non si muove foglia che lei non voglia lasci il suo regno? Sì, ma non proprio. Con una riunione di prima mattina, Anna ha comunicato alla redazione di Vogue America che dopo 37 anni lascerà la sua posizione: è già partita la ricerca per un nuovo responsabile dei contenuti editoriali. Attenzione: non un direttore. Perché, in Condé Nast, i direttori dei giornali non esistono più. È stata Anna a volere così. Adesso in tutto il mondo Vogue, Vanity Fair e GQ hanno head of editorial content. Tutti riportano a una sola persona, il direttore editoriale della Condé Nast. Che poi, sarebbe lei. E a quel ruolo non rinuncia: anche perché non è immaginabile la casa editrice senza di lei. «Ora penso che il mio più grande piacere sia aiutare la nuova generazione di direttori a sbaragliare il campo con nuove idee», ha scritto sui social. Londinese di nascita, newyorchese d’adozione, Anna è figlia d’arte: suo padre, Charles Vere Wintour, è stato per due volte alla guida dell’Evening Standard. Da lei ci si aspetta una carriera onorevole, ma nel 1966 molla la North London Collegiate: vuole lavorare nelle riviste di moda. Dimostrando al padre di essere alla sua altezza. Volitiva Anna, da sempre. La nomina a direttore di Vogue America arriva nel 1988, dopo oltre venti anni di collaborazioni con testate inglesi e americane (e, leggenda vuole, una storia con Bob Marley. Non ci sono conferme, ma è bello anche solo che si dica).











