Il mercato europeo delle auto usate vale 635 miliardi di euro, ma dietro questa cifra si cela un’ombra: frodi per oltre 5,3 miliardi di euro l’anno, secondo carVertical, leader nella raccolta di dati automobilistici. Alterazioni del chilometraggio (4,9% dei veicoli) e danni non dichiarati (40%) non solo svuotano le tasche degli acquirenti, ma mettono a rischio la loro sicurezza. Studi del Parlamento Europeo stimano perdite anche superiori, fino a 8,77 miliardi annui. La causa? Una frammentazione nella condivisione dei dati tra Stati UE, che favorisce pratiche scorrette e penalizza consumatori e operatori onesti.

(ansa)

Frodi facilitate dalla mancanza di dati condivisi

La radice del problema sta nella difficoltà di accesso a informazioni complete sulla storia dei veicoli. Sebbene esista EUCARIS, il sistema europeo per lo scambio di dati su auto e patenti, molti Paesi non condividono informazioni cruciali come chilometraggio, danni o passaggi di proprietà. La Germania, che esporta circa 2 milioni di auto usate ogni anno, spesso fornisce dati incompleti, complicati da interpretazioni restrittive delle norme sulla privacy. Situazioni simili si verificano in Belgio e Paesi Bassi, dove sistemi avanzati come Car-Pass o RDW funzionano bene a livello nazionale, ma non per i veicoli esportati. Anche l’Italia, pur avendo un mercato interno robusto, non brilla per trasparenza verso l’estero.