Nel 1989, una scultura in marmo descritta semplicemente come un busto settecentesco raffigurante “Venere Marina” fu messa all’asta da Christie’s, in una residenza dell’Hertfordshire, in Inghilterra. Dietro quell’attribuzione generica si celava in realtà una delle opere perdute di Jean de Boulogne, noto come Giambologna, tra i maggiori scultori manieristi del Cinquecento.
Oggi, a distanza di oltre trent’anni, quell’opera ha ritrovato il suo posto nella storia dell’arte. Il Cleveland Museum of Art ha annunciato l’acquisizione della scultura, ormai riconosciuta con certezza come la Fata Morgana (ca. 1572), una delle circa dodici opere in marmo sopravvissute dell’artista fiammingo attivo a Firenze. La cifra della transazione non è stata resa pubblica, ma si tratta di un’acquisizione di grande rilievo nel panorama museale internazionale.
La Fata Morgana rappresenta una figura femminile nuda, scolpita a grandezza naturale, ed era originariamente destinata a decorare una grotta artificiale nei giardini di Villa Il Riposo, presso Bagno a Ripoli, alle porte di Firenze. La villa apparteneva a Bernardo Vecchietti, consigliere di Francesco I de’ Medici e mecenate dell’artista. La scultura era collocata sopra una vasca alimentata da una sorgente d’acqua, in un allestimento suggestivo che il museo statunitense intende ora ricreare.







