L'intelligenza artificiale coinvolge già oggi il 57% dei dipendenti pubblici italiani.
Di questi, l'80% vive una situazione di complementarietà con tale tecnologia, mentre per un 12% esiste un rischio concreto di sostituzione (e l'8% si trova in una zona di incertezza). Il sentiment degli utenti relativo all'introduzione di questa tecnologia all'interno della pubblica amministrazione - che si basa su un monitoraggio di 20.000 menzioni nell'ultimo anno - è generalmente positivo: il 45% dei commenti che si trova su social media, forum, blog e news online riflettono infatti una percezione ottimista, che vede nell'IA uno strumento di semplificazione, supporto e modernizzazione. Solo il 20% riscontra un sentiment negativo e riguarda la questione della privacy e della sicurezza dei dati, giudicando l'IA troppo invasiva rispetto all'uso di dati personali, per cui ci sarebbe un rischio reale di sorveglianza e abuso delle informazioni.
Questo emerge da una rielaborazione Bigda, società di consulenza che offre servizi avanzati di analisi dei dati, analytics e ricerche di mercato attraverso tecnologie di big data e intelligenza artificiale, per FLP, il sindacato dei lavoratori pubblici e delle pubbliche funzioni, che è stata presentata oggi durante l'evento Utilizzo dell'intelligenza artificiale nelle PA: come cambiano l'organizzazione del lavoro, le forme e le modalità di rappresentanza promosso da Flp.






