NEW YORK – Quando appare lei sulla scena, la telecamera sembra respirare. Ma quando bacia, il mondo si ferma. A quarant’anni Scarlett Johansson continua a stupire i suoi fan, passando da un registro all’altro. Mai legata a un ruolo, mai con la voglia di soffermarsi davanti a uno specchio. E, soprattutto, senza paura di sparigliare le carte, ribaltare le emozioni, indicare una strada contraria. La ragazzina di L’uomo che sussurrava ai cavalli, poi attrice di Ghost world, Lost in translation, Lucy e Match point, stavolta è Zora Bennett, la protagonista dell’ultima puntata della saga di Jurassic world - La rinascita, in Italia dal 3 luglio al cinema. E segna la fine di una rincorsa durata più di trent’anni.
“Avevo nove anni - ha raccontato alla premiere a New York - quando vidi il primo Jurassic park (quello di Steven Spielberg, ndr) rimasi colpita per sempre, avrei fatto qualsiasi cosa per farne parte. Da allora ho pensato che avrei voluto recitare in un film della saga. Alla fine ci sono riuscita”. “Ho coronato - ha aggiunto - il sogno fatto da bambina”. Del film dice che è il “più spaventoso della saga, ma permetterò a mia figlia, che ora ha dieci anni, di guardarlo”.
Scritta da David Koeppe, la storia è ambientata nel 2027, cinque anni dopo gli eventi di Jurassic World - Il dominio. La Terra si è mostrata, senza sorpresa, inospitale per i dinosauri, Zora è un’agente sotto copertura, reclutata da un’azienda farmaceutica per collaborare con il paleontologo Henry Loomis (Jonathan Bailey) e Duncan Kincaid (Mahershala Ali), che guida il team di escursionisti. L’approdo in un’isola proibita porta alla ricerca del dna di queste creature preistoriche, la cui traccia genetica sarebbe in grado di salvare molte vite umane.







