CANNES – “Merci beaucoup, il mio francese è fantastico. Essere qui è un sogno che si avvera”. Scarlett Johansson è emozionata e soddisfatta al suo debutto da regista. A quarant’anni e dopo trent’anni di carriera, ex bambina prodigio, si misura per la prima volta con la regia di un lungometraggio con Eleonor the great, presentato a Cannes nella sezione Un certain regard. Regista bagnata, regista fortunata: l’attrice è entrare nella sala del teatro Lumière mentre al festival si scatenava un temporale.
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(reuters)
«Mentre stavamo girando ho detto ai miei partner produttivi “se faccio bene il mio lavoro si realizza il mio sogno di vedere June sulla Croisette”. Ed eccoci qui. Grazie di averci invitato, è un vero onore». Il film ha per protagonista l’attrice americana June Squibb, 95 anni e una candidatura all’Oscar per Nebraska di Alexander Payne, è lei l’Eleonor del titolo. La storia: Eleanor Morgenstein ha 94 anni ed è in perfetta forma, vive in Florida con la sua amica Bessie (Rita Zohar), come tanti pensionati americani che hanno scelto di trascorrere gli ultimi anni nell’assolata Miami. Bessie è sopravvissuta all’Olocausto e le due hanno un rapporto di grande complicità, rappresentanti di una comunità ebraica di pensionati. Quando Eleonor si trova improvvisamente senza la sua amica di sempre decide di lasciare la Florida e trasferirsi a New York nell'appartamento nell'East Side dove vivono figlia e nipote. Lì entra in contatto con un gruppo di sopravvissuti all’Olocausto dove finirà per spacciare per sua l’identità di Bessie.













