Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Il procuratore generale Pio Silvestri: nel 2024 deficit dimezzato e più entrate. Stipendi pubblici poco attrattivi, anche nella sanità. Canoni delle spiagge troppo bassi, che la proroga sia l'ultima
Nel giudizio di parificazione sul rendiconto dello Stato per il 2024, la Corte dei Conti ha fatto quello che in pochi si aspettavano: ha confermato, senza riserve sostanziali, la bontà dell'operato del governo Meloni in materia di finanza pubblica. Nessuna bocciatura, nessuna stoccata vera. Il rendiconto, per l'organo di controllo, è in ordine. Le osservazioni, puntuali e tecniche, si limitano a suggerimenti per il futuro su temi noti e discussi, come la riforma delle concessioni balneari o il rafforzamento del welfare, ma nessuna contestazione è emersa sulla gestione delle risorse o sulla credibilità delle previsioni contenute nel Documento di economia e finanza.
Un risultato che pesa, anche alla luce delle tensioni degli ultimi anni tra la Corte e l'esecutivo, culminate con l'estromissione dell'organo di controllo da alcune fasi cruciali del monitoraggio del Pnrr. Chi si aspettava una rivincita da parte della magistratura contabile è rimasto deluso: il ministro Giorgetti incassa un pieno riconoscimento del suo lavoro alla guida dell'Economia. Nessuna voce fuori dal coro, nessuna rilevazione critica sulla spesa pubblica. Solo conferme: "Le previsioni sul Pil sono condivisibili nella prospettiva di una fase di moderazione del ciclo economico e nella quantificazione dei diversi rischi connessi all'evoluzione avversa delle ipotesi formulate per il tasso di cambio, i tassi di interesse e le quotazioni del petrolio", ha affermato il presidente di coordinamento delle Sezioni Riunite, Enrico Flaccadoro.






