Che ansia, il caso di Elisabetta Piccolotti. Prima ti candidi e ti sbatti su e giù per l’Italia per fare la campagna elettorale. Poi arriva lo scrutinio, e hai voglia quanto tempo ci vuole prima che ti dicano se sei stato eletto. Nel frattempo stai lì, con l’acufene e con un grizzly che ti divora lo stomaco. E poi sì, ce l’hai fatta, parenti e amici, e anche quegli invidiosi del tuo partito, si complimentano e ti festeggiano.
Piccolotti e gli altri: le vite «sotto stress» dei parlamentari in balia del riconteggio
Il caso della deputata di Avs che rischia il seggio






