Percorrendo a fine giugno Church Road, nella Londra meno martoriata dal turismo ma più concupita da chi ama il tennis, si arriva all’All England Lawn Tennis and Croquet Club. Un santuario che, tradotto, significa Wimbledon e lo Slam più ambito dai campioni, costretti dal rigido regolamento interno a scendere in campo da lunedì con maglia rigorosamente bianca sui campi in erba. Difatti Wimbledon è qualcosa di più, è un capitolo della tradizione e del costume di Londra.

È storia che si fa cronaca. La 139esima edizione di questo appuntamento che ipnotizza tutta la zona Sud-Ovest della metropoli londinese ripete il consueto copione ogni anno: Wimbledon è un appuntamento mistico che si ripete dal 1877, adorato da chi lo vede come una sorta di elegia religiosa di quei gesti bianchi che Gianni Clerici esaltava. Chi vince Wimbledon diventa socio onorario del Club e occupa un posto speciale nell’empireo di questo sport e molti giocatori non di prima fascia lo affrontano per il solo piacere di esserci.

In tempi moderni otto volte ha vinto King Roger Federer, sette Nole Djokovic e Pete Sampras. La tradizione va in replay, fra fragole servite rigorosamente con panna (8 sterline a coppetta!). Ebbene, l’edizione 2025 è qualcosa di speciale. In tutta questa magia il più atteso fra i big il nostro Peter Pan venuto da Sesto Pusteria, il Number One decisissimo a vincere Wimbledon dopo la beffa subìta al Roland Garros e l’inciampo contro Bublik ad Halle.