Forse è vero che il pubblico del tennis, solitamente sportivissimo e molto composto (non solo nel "tempio laico" di Wimbledon) sta diventando sempre più simile a quello del calcio. Clima infuocato, tifo da torcida e pure qualche cafonata e mancanza di rispetto di troppo. Roba impensabile fino a qualche tempo fa.

In Italia c'è chi accusa, ovviamente, Jannik Sinner. L'altoatesino numero 1 al mondo ha talento, classe, garbo ed eleganza. Educatissimo, mai una parola sopra le righe. Eppure, c'è chi lo ama (tanti) e chi lo odia (altrettanti). Questione di campanile, a volte di semplice "filosofia del bastian contrario") o di simpatia personale.

Sui social ormai siamo abituati a qualsiasi eccesso verbale. Il problema è che da qualche tempo anche negli stadi in cui si giocano i più importanti tornei del circuito Atp sta prendendo piede una moda avvilente: il tifo contro, sguaiato. E proprio Jannik ne sta pagando le conseguenze.

US OPEN, SARÀ SINNER CONTRO ALCARAZ: "DI QUELLO NON PARLIAMO"

Neanche il tempo di battere Felix Auger Aliassime in 4 combattuti set e guadagnarsi la seconda finale consecutiva agli U...