'Il gioco con le bambole può essere fondamentale per lo sviluppo dei bambini e quasi cruciale per quello dei bambini con neurodivergenze, potenziando l'empatia, l'immaginazione e le competenze socio-emotive''.

Lo rivela uno studio che Barbie porta avanti da tre anni in collaborazione con l'università di Cardiff, coinvolgendo ricercatori e specialisti, presentato a Firenze in occasione di Pitti Bimbo 101, in programma il 25 e 26 giugno alla Fortezza da Basso di Firenze.

La ricerca realizzata dai neuroscienziati, condotta su 49 bambini (27 bambini e 22 bambine) di età compresa tra i 4 e 8 anni, ha dimostrato che ''giocare con le bambole attiva nei bambini parti del cervello coinvolte in situazioni empatiche o di elaborazione sociale'', spiega una nota diffusa oggi dalla Mattel, cui fa capo il marchio Barbie. Lo studio pluriennale ha esplorato gli effetti del gioco con le bambole sullo sviluppo nel breve e anche lungo periodo.

"Il nostro studio dimostra che giocare con le bambole può incoraggiare lo sviluppo delle capacità relazionali nei bambini, indipendentemente dal loro profilo neuroevolutivo. - ha detto la neuroscienziata e capo ricercatrice Sarah Gerson - I risultati evidenziano che tutti i bambini, anche quelli che mostrano comportamenti neurodivergenti comunemente associati all'autismo, possono usare il gioco con le bambole come strumento per riprodurre scenari sociali e sviluppare competenze relazionali, come l'empatia".