Ricavi consolidati in crescita del 3% fino a quota 3,985 miliardi di euro; risultato operativo su del +5,5% a 280,7 milioni di euro; utile netto in crescita del 4,2% a 263,5 milioni di euro. E a quanto verificato dal Sole 24 Ore il dividendo si attesterà sui 100 milioni di euro.

L’assemblea degli azionisti di Fininvest, presieduta da Marina Berlusconi, ha dato l’ok al bilancio della capogruppo ed esaminato quello consolidato. E la previsione è di staccare un assegno che risulta essere doppio rispetto ai 51 milioni dell’esercizio precedente, ma in linea con i 100 milioni a valere sul bilancio 2022. Un segnale chiaro: la cassaforte di famiglia è solida, capace di assorbire anche colpi non da poco come la svalutazione da 121 milioni legata alla retrocessione del Monza in Serie B.

Già, perché se è vero che l’utile della capogruppo si è ridotto drasticamente – appena 2,7 milioni contro i 101 milioni dell’anno scorso – il perché è scritto nero su bianco e suona più come una scelta che come una débâcle. «Sul risultato della holding incidono sensibilmente due fattori non ricorrenti: la donazione di 60 milioni alla Fondazione Ennio Doris, con cui i figli di Silvio Berlusconi hanno onorato quella che era una volontà del padre, e la svalutazione dell’AC Monza dopo il passaggio in B, che ha pesato per 121 milioni» spiega senza troppi giri di parole Danilo Pellegrino, amministratore delegato di Fininvest. «Al netto di queste due componenti non ricorrenti, l’utile di quest’anno cresce di oltre il 30%: una cosa è la contabilità, un’altra è il fatto che le nostre quotate crescono con risultati eccellenti».