Non c’era più tempo neppure per disperarsi. Era arrivato il momento di non guardarsi più intorno, non inseguire più forme e colori, non cercare più di catturare l’ineffabile, ma superare il limite, lasciare che il mondo, con le sue pene e i suoi tormenti, restasse alle spalle, ormai remoto, come una visione nella nebbia. Non più stenti, basta camminare rasente i muri e subire umiliazioni senza fine.
La fine la intuiva, forse anche l’agognava. E la fine arrivò nel freddo gennaio del 1920 , quando lui, Amedeo Modigliani, venne trovato delirante nello studio gelido, attorniato da scatolette di sardine aperte e bottiglie vuote. Ricoverato all'Hôpital de la Charité, morì in preda al delirio qualche giorno più tardi. In vita aveva provato miseria e insensatezza. Poi diventerà un mito, osannato, imitato, falsificato.
ARNALDO POMODORO CON LE SUE SFERE PIENE DI MISTERO CAMBIÒ L'ALFABETO DELL'ARTE IN PIAZZA
È morto l’ultimo artista italiano di rilievo internazionale. È augurabile che tutti coloro che vogli...
L’altro volto di Montmartre, quello lunare ma sfavillante, è quello di Pablo Picasso, l’artista dai mille volti, che divenne mito vivente e abbastanza precoce, che amava la vita mondana, le donne, il lusso. Il genio che rivoluzionò l’arte del Ventesimo secolo aveva anche lui conosciuto la follia delle notti a Montmartre, l’arsura della fame e delle ambizioni, ma senza cedere mai, quasi in un presagio di un futuro che non avrà paragoni. Modigliani e Picasso, i due giganti delle avanguardie, della pittura dissolta e rigenerata, della strada senza ritorno per una nuova percezione del reale.






