"Per me non c'è nell'arte né passato né futuro...Se un'opera d'arte non può vivere sempre nel presente, non la si deve prendere in considerazione".

La frase, scritta da Pablo Picasso nel 1923, accoglie i visitatori alla mostra 'Picasso. Memoria e Desiderio', proposta dal Museo Picasso di Malaga fino al 12 aprile. Un itinerario, curato dal cattedratico Eugenio Carmona, che invita a riflettere sulla complessa evoluzione dell'artista in un dialogo con i suoi contemporanei tra le immagini, la soggettività e il tempo.

Il cuore dell'esposizione è il dipinto 'Estudio con cabeza de yeso' (1925), un'opera che segna un punto di rottura nella carriera di Picasso, sospeso tra la tranquillità della vita familiare e il turbinio dei cambiamenti che segnavano gli anni Venti. Questo dipinto, che Picasso realizzò nell'estate del 1925 a Juan-les-Pins, allude al busto di gesso del padre dell'artista e diventa simbolo della frattura fra il passato e il presente.

"La figura di gesso, che inizialmente evoca la figura paterna e la tradizione accademica, si frammenta e si trasforma, dando vita a un'ombra, a volti sdoppiati, che rappresentano l'emblema psichico del soggetto diviso", ha sottolineato il curatore Carmona. "E' una metapittura, una riflessione tra memoria e desiderio, inteso come volontà di trasformazione incessante".