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26 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 7:54

Dalle “condizioni molto rigide” e i “conti in ordine” ai soldi da spendere “anche se si è in difficoltà”. Sembrano le due versioni di un dibattito su degli investimenti, sulle politiche economiche, o addirittura due diversi approcci filosofici alla vita. Invece, a pronunciare queste parole è la stessa persona. Dalle discussioni sul Recovery Fund a quelle sul riarmo, in appena cinque anni si è assistito alla trasformazione dell’ex premier olandese e oggi segretario generale della Nato, Mark Rutte, da dottor Jekyll a mr. Hyde. Da falco della sostenibilità economica, leader indiscusso dei Paesi frugali in Unione europea, a martello pneumatico che abbatte qualsiasi resistenza alle pretese di Donald Trump sull’aumento della spesa per le armi all’interno dell’alleanza, nel corso dell’ultimo vertice Nato che ha approvato la soglia del 5% del Pil in spese per la Difesa entro il 2035 è stato lui a esprimere un concetto chiaro quanto difficile da digerire per gli Stati con maggior debito: se non ce la fate a spendere, dovete farcela lo stesso.

Il leader Nato che non bada a spese