ORLANDO – Guardiola alla fine ha confessato quello che quasi tutti pensano ma che dissimulano dietro le solite frasi fatte: questo Mondiale per club importa molto poco, specie a quelle squadre abituate a giocarsi da protagoniste campionati e Champions. "Una volta che siamo qui tanto vale provare a giocare bene", è stata la smorfia di Pep. "Ma se anche vincessimo, il titolo sarà dimenticato tra due o tre giorni". L'aria è di uno che vorrebbe stare tutto da un'altra parte ma, come dice lui, "visto che siamo qui…".

Fa caldo: “Gli spettatori si portino i cappellini”

Alle 15 di Orlando, che sarà una fornace sotto il sole a picco (il Camping World Stadium non ha nemmeno la copertura), sfiderà la Juve: "Il caldo è una cosa ovvia e non la si può cambiare: posso solo consigliare agli spettatori di portarsi molta acqua e un cappellino. In quanto alle squadre vorrà dire che i giocatori si abitueranno ai prossimi Mondiali", e pazienza se le condizioni climatiche contribuiscono in maniera decisiva al peggioramento dello spettacolo.

Calciatori stremati

I calciatori sono stremati, per lo più, perciò Guardiola sta usando con loro il guinzaglio lungo: "Al di fuori delle due ore di allenamento, li lascio fare ciò che vogliono: andare in spiaggia, vedere la famiglia, giocare a golf, riposare, altrimenti sarebbe difficile reggere a livello mentale".