ORLANDO. Se la Juve stava sognando, con cinque schiaffi è stata svegliata dal Manchester City. Termina con un brusco risveglio la fase a gironi dei bianconeri al Mondiale per Club, la banda Guardiola vince 5-2 una partita dominata dall’inizio alla fine. E che equivale a una lezione importante per i ragazzi di Igor Tudor: giuste, necessarie, le ambizioni urlate a gran voce dopo le belle vittorie con Al Ain e Wydad, ma la distanza dai top club d’Europa è ancora tanta, troppa. Per continuare a sognare negli Usa servirà sempre una Juve in grado di correre di più degli avversari, cosa che non si è vista ieri ad Orlando. Riducendo al massimo tutti quegli errori che, sommati all’abbondanza di talento del City, hanno portato a una sconfitta che solo grazie agli interventi in serie di Di Gregorio non ha assunto proporzioni umilianti. Perché è pur sempre calcio d’estate, ma in palio ci sono soldi mai visti per un torneo del genere e un trofeo che comunque resterà nella storia.
Cambia tanto Pep Guardiola, ma la differenza nemmeno si vede, gli uomini lasciati in panchina (da Haaland in poi) potrebbero vincere a mani basse lo scudetto in Italia, chi scende in campo gioca a memoria pure se è arrivato da poco come Ait-Nouri o Reijnders. Questa volta stravolge la formazione titolare pure Igor Tudor. Però la Juve non può essere la stessa cosa, la differenza tra il turnover scientifico di Guardiola e quello necessario del croato si vede a occhio nudo. E per la prima volta al Mondiale la Juve va subito in difficoltà, giocando fin dai primi minuti sotto ritmo rispetto al City, gli equilibri nella doppia fase ammirati contro i più morbidi Al Ain e Wydad saltano ben presto per aria. Il copione quindi è chiaro: pallino al City, bianconeri costretti ad aspettare e ripartire, senza riuscire però a farlo con qualità. All’8’ il City passa, l’assist di Ait-Nouri manda in tilt la difesa bianconera, Doku firma il vantaggio. Sotto di un gol arriva però la pronta reazione della Juve, al 10’ Vlahovic sciupa malamente da centro area, all’11 è Koopmeiners a trovare il gol dell’1-1 approfittando del rinvio sbagliato da Ederson. È un lampo passeggero, il City da qui riprende il suo monologo fino al nuovo vantaggio, arrivato grazie alla goffa autorete di Kalulu su cross di Matheus Nunes.










