Una partita da finale di lusso nel clima torrido di Orlando: è quello che si aspettano i tifosi dalla sfida d'élite che chiude il Girone G del Mondiale per club, domani alle 21 italiane, tra Juventus e Manchester City.

Lo spettacolo vorrebbe la sua parte, tra l'intensità di gioco del tecnico croato e il palleggio che ama lo spagnolo. Vincere non sarebbe però solo prestigio, ma un modo di insinuare nell'avversario un timore da portare in uno scontro a eliminazione diretta da qui a breve, ma anche verso le altre avversarie. In ballo ci sono anche gli incassi, che potrebbero incrementare il tesoretto già messo da parte dai bianconeri finora, di circa 27,5 milioni. Una vittoria domani li farebbe salire a 29 milioni. La matematica, nel confronto con una delle squadre più forti al mondo, dice che alla Juve basta un pareggio per stare in testa al gruppo e sulla carta parte favorita. La storia racconta infatti che le gare tra bianconeri e City sono finite con quattro vittorie della Juve, due pareggi e un solo primato per gli Sky Blues. Sono passati tra l'altro poco più di sei mesi anche dall'ultima sconfitta dei Cityzens, nella fase di esordio di Champions, però parliamo di un'altra epoca. Quella che aveva portato a casa il 2-0 era ancora la Juve di Thiago Motta e in campo contro Pep Guardiola la squadra era tutta un'altra, Cambiaso a parte. C'era Danilo capitano e a centrare il risultato erano stati Vlahovic e McKennie.