Che dai Greci si potesse imparare come ragionare filosoficamente e dai Romani la capacità di conquistare nuovi mercati e territori si sa da sempre, oggi visitando l’antica Pompei si scopre ancora qualcosa di nuovo. Si impara a come rispondere alle sfide climatiche, la maggiore delle questioni contemporanee che gli antichi affrontavano con sistemi anti-spreco dell’acqua e coltivando l’orto dentro casa e non solo. Per fare solo due esempi. Una consapevolezza che da patrimonio degli archeologi diventa insegnamento collettivo grazie a un itinerario in 14 tappe dentro gli Scavi, scelte come modello da offrire ai visitatori. «Un’aula a cielo aperto», l’ha definita il direttore Gabriel Zuchtriegel. Soprattutto per i più giovani interessati a rispondere ai temi del futuro.
“Pompeii sostenibile” è una iniziativa che arriva dopo un lungo percorso in cui il Parco archeologico e il suo direttore hanno lavorato sui temi ambientali e sociali. Interventi sui giardini riproponendo tecniche antiche, nuovi itinerari nel verde ampliando i confini del sito e la fattoria sociale, gestita dall’associazione il Tulipano e i suoi ragazzi diversamente abili. In linea con quanto già realizzato e in collaborazione con la Fao, organizzazione delle Nazioni Unite, si segue la bussola di quanto indicato con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dall’Agenda 2030, creando un itinerario specifico.









