BOLOGNA – Fra gli stand della Fiera agricola del Santerno di Imola la nascita, domenica scorsa, di un vitellino è stata accolta “con stupore e gioia”: il piccolo è stato chiamato Santerno, “a suggellare – scrive il Comune di Imola a chiusura della partecipatissima tre giorni dedicata al mondo agricolo - il legame tra natura, tradizione e comunità che la fiera incarna”. Chi non esulta affatto è la Lega antivivisezione, che dipinge un quadro assai meno idilliaco e punta il dito contro l'azienda agricola che ha portato a Imola “una mucca in uno stato avanzato di gestazione, tanto che l’animale ha finito per partorire nei locali stessi della fiera, tra urla, confusione della folla e temperature elevate all'interno del recinto allestito”, denuncia l’associazione in una nota. “Un atto gravissimo e irresponsabile, che non solo dimostra una totale incuria verso la tutela degli animali, ma configura anche una palese violazione della normativa europea sul trasporto degli animali”.
L’azienda, denuncia la Lav che si occupa del caso tramite il suo Sportello contro i maltrattamenti, “dista oltre 50 km da Imola, ha sottoposto la mucca gravida - e al ritorno anche il vitellino appena nato — ad almeno un’ora di viaggio, in violazione evidente delle norme. Ancora più inaccettabile è il fatto che tutto ciò è avvenuto senza alcuna condanna da parte degli organizzatori della fiera e del Comune di Imola, che anzi hanno celebrato la nascita dell’animale sui loro canali social, con post e fotografie”.







