Roma, 25 giu. (askanews) – Fuoriusciti al Sud dalla Corea del Nord hanno dato testimonianza di esecuzioni capitali da parte del regime di Kim Jong Un nei confronti di semplici cittadini colpevoli solo di aver guardato o diffuso “K-drama”, cioè gli sceneggiati prodotti in Sudcorea, e musica K-pop. Lo riferisce l’agenzia di stampa Yonhap.
Le testimonianze sono state raccolte durante sessioni pubbliche organizzate dall’Ufficio Onu per i diritti umani a Seoul.
Kim Il-hyuk, uno dei fuoriusciti interrogati, ha raccontato: “Un ragazzo di 22 anni, che conoscevo personalmente, è stato fucilato in pubblico per il reato di aver distribuito tre ‘drama’ sudcoreani e 70 canzoni K-pop”. Esecuzioni pubbliche di questo tipo – ha continuato – “avvenivano circa due volte ogni tre mesi, con fino a dodici condanne a morte eseguite in un’unica occasione. La metà di queste riguardava persone condannate per violazione della legge sulle ideologie e la cultura reazionarie”.
Kim, ex residente di Kangryong nella provincia di Sud Hwanghae, ha attraversato la Linea di demarcazione marittima con la moglie e la famiglia del fratello minore a bordo di un’imbarcazione, fuggendo nel maggio 2023.
Una fuoriuscita che ha chiesto di rimanere anonima ha confermato in una sessione separata di audizioni l’inasprimento delle pene per chi viene sorpreso a guardare “drama” sudcoreani. Ha spiegato che il controllo del regime si è fatto più severo a partire dal 2015 e si è ulteriormente intensificato con la pandemia di Covid-19, fino a prevedere la fucilazione. “La Corea del Nord ha iniziato a imporre queste esecuzioni, considerando i ‘drama’ dannosi come una droga. Il regime sembra percepire il fenomeno della Korean Wave come una minaccia, dato l’impatto che ha avuto nella società nordcoreana”, ha affermato.






