Il piccolo Adam, unico sopravvissuto di dieci fratelli a un raid israeliano e arrivato da Gaza in Italia per essere curato, "sta bene, nel senso che sta proseguendo con una certa intensità tutti i percorsi diagnostici e terapeutici, compresi quelli chirurgici.

Li sta facendo giornalmente": lo ha detto il direttore generale dell'Asst Niguarda Alberto Zoli a margine dell'evento 'Intelligenza artificiale in sanità.

Dalla visione all'esperienze dell'Ospedale olimpico per Milano Cortina 2026'.

Quando è arrivato "era pieno di schegge dal capo ai piedi, ma quella, pur non essendo una cosa secondaria, è una situazione gestibile e trattabile. Il resto - ha sottolineato Zoli - sono lesioni di tipo nervoso e osseo, e quindi i trattamenti sono chirurgici".

Per Adam "è già finita la fase diagnostica e siamo nella fase terapeutica e chirurgica, ci vorrà certamente ancora un po' di tempo" ha concluso Zoli.