Strappati dall’inferno di Gaza, la paura negli occhi, la salvezza all’orizzonte. L’esercito inerme, involontario dei piccoli feriti palestinesi è in Italia: ha il volto di Adam, unico superstite dei dieci figli della dottoressa Alaa al-Najaar, sopravvissuto al bombardamento della casa a Khan Younis in cui è morto anche il papà. «Non provo odio - ha detto la mamma, pediatra - per Adam sogno in Italia una scuola senza bombe». Il piccolo è atterrato all’aeroporto di Linate e trasferito all’ospedale Niguarda di Milano. «Dovrà subire diversi interventi» ha raccontato Guido Bertolaso, responsabile Welfare della Regione Lombardia: ha fratture multiple alle braccia, lesioni neurologiche, danni al torace e all’addome, ustioni. Con lui, due ragazzine di 12 e 15 anni: la prima sarà curata al Papa Giovanni XXIII di Bergamo, anche lei ha fratture multiple e lesioni agli organi interni; la seconda al Policlinico di Milano, presenta fratture e un trauma toracico.
L’ACCOGLIENZA
Sono arrivati ieri notte in Italia, partiti dall’aeroporto israeliano di Eilat, destinazione Milano, Verona, Pratica di Mare e Pisa, i tre voli umanitari con a bordo un gruppo di pazienti palestinesi in arrivo da Gaza. Un’operazione sanitaria, la più grande finora, fortemente voluta dal Governo italiano. In tutto 17 pazienti minorenni e 53 familiari accompagnatori. Ad attenderli il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha voluto la ripresa degli interventi di accoglienza nel nostro Paese. Si occuperanno di loro gli ospedali Regina Margherita di Torino, Niguarda e Policlinico di Milano, il Papa Giovanni XXIII di Bergamo, le Aziende Ospedaliere Universitarie di Padova e Verona, il Meyer di Firenze (due i bambini ricoverati), l’ospedale Pediatrico Apuano di Massa, il Maggiore di Bologna (una bambina di 11 anni affetta da febbre del Mediterraneo), il Policlinico di Modena (una piccola di 6 anni colpita da epidermolisi bollosa, sindrome rara dei “Bambini Farfalla”), il Gemelli (un bimbo di 10 anni con lesioni agli arti da esplosione) e Bambino Gesù di Roma.











