Un report preliminare del Pentagono ha smentito le affermazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sulla distruzione del programma nucleare iraniano. L'analisi della Defense intelligence agency (Dia), l'agenzia di intelligence del dipartimento della Difesa americana, indica, infatti, che gli attacchi americani del 21 giugno hanno ritardato ma non eliminato le capacità atomiche di Teheran, che potrebbe riavviare le operazioni entro uno o due mesi. Il documento contrasta con le dichiarazioni del presidente secondo cui l'operazione "Martello di Mezzanotte" aveva "completamente e totalmente annientato" i siti nucleari iraniani. Secondo l'intelligence, i bombardamenti condotti con velivoli B-2 e 75 ordigni guidati contro Fordow, Natanz e Isfahan hanno danneggiato principalmente le infrastrutture di accesso e le strutture superficiali, ma le centrifughe e l'uranio arricchito sarebbero rimasti in gran parte intatti.L'analisi tecnica dei danniGli esperti indipendenti che hanno esaminato le immagini satellitari commerciali successive agli attacchi hanno fornito valutazioni che corroborano le conclusioni della Dia. David Albright, presidente dell'Institute for science and international security, un centro studi americano specializzato in proliferazione nucleare, ha calcolato che l'Iran potrebbe avere perso circa 20mila centrifughe – i macchinari che separano l'uranio per produrre combustibile nucleare – nei siti colpiti.Tuttavia Albright ha evidenziato come il paese possieda ancora migliaia di centrifughe di riserva non installate a Natanz e Fordow, oltre a mantenere intatte le competenze tecniche necessarie per ricostruire rapidamente le infrastrutture danneggiate. Jeffrey Lewis, ricercatore del Middlebury institute of international studies, un centro di ricerca californiano che monitora i programmi nucleari mondiali, ha confermato che i sistemi di arricchimento principali e le scorte di uranio altamente arricchito non sembrano essere stati completamente eliminati.Le immagini satellitari mostrano crateri profondi attorno al perimetro di Fordow e detriti cenerognoli sparsi su gran parte del sito. Secondo Albright, le bombe bunker-buster americane avrebbero colpito principalmente il sistema di ventilazione dell'impianto di arricchimento, essenziale per il funzionamento delle centrifughe sotterranee, insieme alle strutture principali di accesso. Senza ventilazione adeguata, le centrifughe non possono operare a causa del surriscaldamento e dell'accumulo di gas pericolosi, mentre il crollo degli ingressi impedisce l'accesso per manutenzione e operazioni. Tuttavia, una volta ripristinati questi sistemi di supporto, le centrifughe potrebbero tornare operative, motivo per cui l'intelligence americana stima tempi di recupero relativamente brevi.Le reazioni politiche e strategicheLe implicazioni strategiche dell'operazione rimangono incerte, considerando che l'Agenzia internazionale per l'energia atomica aveva stimato che l'Iran possedesse più di 400 chilogrammi di uranio arricchito al 60% prima degli attacchi, quantità sufficiente per produrre potenzialmente circa dieci ordigni nucleari. Le immagini satellitari che mostrano camion presso i siti nucleari il giorno precedente ai bombardamenti hanno alimentato speculazioni secondo cui parte del materiale fissile potrebbe essere stato evacuato preventivamente, anche se questa rimane una valutazione speculativa. Gli analisti avvertono che, sebbene l'operazione abbia inflitto danni significativi, l'Iran mantiene probabilmente sia le conoscenze tecniche sia le risorse materiali necessarie per ricostruire rapidamente le sue capacità nucleari, specialmente se dovesse decidere di spostare le operazioni in strutture segrete non identificate dall'intelligence occidentale.Il contenuto della valutazione ha spinto l'amministrazione Trump a rinviare il briefing classificato originariamente programmato per martedì al Congresso, secondo quanto riportato dal Washington Post. La Casa Bianca ha reagito con fermezza alle indiscrezioni, attraverso la portavoce Karoline Leavitt che ha definito la valutazione "completamente sbagliata" e ha accusato fonti anonime dell'intelligence di aver divulgato informazioni classificate per danneggiare il presidente. "Tutti sanno cosa succede quando si lasciano cadere quattordici bombe da 30mila libbre perfettamente sui loro obiettivi: annientamento totale", ha dichiarato la portavoce. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ribadito che la campagna di bombardamenti ha "raso al suolo la capacità dell'Iran di creare armi nucleari". Alcune fonti di Reuters hanno confermato che la valutazione ha generato significativi disaccordi all'interno della comunità dell'intelligence americana, con altre agenzie che stanno conducendo analisi parallele che potrebbero giungere a conclusioni diverse.
L'intelligence statunitense ha smentito Trump sulla distruzione del programma nucleare iraniano
Il report del Pentagono rivela che gli attacchi hanno ritardato il programma di Teheran di pochi mesi, non anni come sostenuto dalla Casa Bianca e da Israele










