Roma, 25 giu. (askanews) – “Misuriamo la biodiversità e raccontiamo i territori di prestigiose case vitivinicole che hanno aderito al Progetto HoneyBees & Vineyard, grazie al quale collochiamo alveari nei vigneti per una sperimentazione che si prefigge di offrire a tutto il mondo agricolo un nuovo modello di collaborazione”. Così Raffaele Cirone, presidente nazionale della Federazione Apicoltori Italiani (FAI), sigla storica del settore e da sempre impegnata sul fronte delle installazioni di alveari con missioni ambiziose che vanno ben al di là della produzione di miele.

“Honeybees & Vineyard” (Api e Vigneti) si connota come primo Progetto di interesse nazionale, sebbene nato in un contesto regionale, con l’intento di reintrodurre e salvaguardare le sottospecie autoctone – in particolare, la cosiddetta “Ape Sicula o Siciliana” – che la legge 313/2004 per la Disciplina dell’Apicoltura classifica, insieme all’Ape Ligustica, come api mellifere di interesse nazionale.

Finora, gli alveari in vigna venivano impiegati a prevalente titolo di “biomonitoraggio”, con l’intento di evidenziare le criticità derivanti dal rapporto “Apicoltura-Agricoltura”, trascurando tante altre possibilità che le api mellifere offrono anche nel campo della certificazione della sostenibilità, viste le molteplici misurazioni che la loro collocazione in azienda consente di fare.