Tra i filari delle vigne siciliane c’è un ronzio che parla di rinascita. È quello delle api nere mellifere sicule, antiche abitanti dell’isola e oggi protagoniste di un disegno che unisce agricoltura e biodiversità: "HoneyBees & Vineyard". Promosso dalla Fondazione SOStain Sicilia, il progetto è stato presentato a Palermo, nel corso del simposio annuale "Interazioni Sostenibili", con i dati relativi allo studio e i primi campioni di miele d’api nere da vigna. “Le api sono impollinatrici fondamentali, aiutano la natura come nessun altro insetto”, ci spiega Alberto Tasca, presidente della fondazione. “Abbiamo scelto di diffondere le arnie nei vigneti delle aziende SOStain per usarle come sentinelle della salute dell’ambiente. Analizzando il miele possiamo capire se il territorio in cui operano è sano o meno”.
Alberto Tasca
Il progetto visionario coinvolge dieci aziende vitivinicole certificate SOStain: Cantina Birgi a Marsala, COS a Vittoria, Donnafugata a Contessa Entellina, Fazio Wines a Fulgatore, Feudo Arancio a Sambuca di Sicilia, Gorghi Tondi a Mazara del Vallo, Nicosia a Trecastagni, Planeta a Noto, Principi di Corleone a Corleone e Tasca d’Almerita a Sclafani Bagni. In queste aziende sono state installate stazioni di cinque alveari ciascuna. L’obiettivo è duplice: ripopolare l’ape nera siciliana, oggi ridotta al 30% del patrimonio apistico regionale, e monitorare la qualità ambientale dei vigneti, trasformando le api in vere sentinelle della salute del territorio. Negli anni Settanta e Ottanta, le importazioni di sottospecie più produttive e l’uso di pesticidi hanno compromesso la presenza dell’ape autoctona, un tempo dominante in Sicilia.






