Quando abbiamo pubblicato la nostra riflessione sulla parola indignazione una lettrice attenta ci ha invitato ad analizzare un’altra parola del nostro tempo: sconcerto. Abbiamo deciso di raccogliere il suo prezioso invito.

Una parola antica e moderna. Nessun dubbio che il nostro sconcerto nasca da un verbo più antico, "concertare" che nasce dal latino "concertare", composto da "cum" (con) e "certare" (combattere). Il significato originale di "concertare" era legato all'idea di competizione, di "gareggiare" insieme, o di un'azione compiuta in accordo tra più persone. Su questa base il termine concerto si è sviluppato come sinonimo di accordo, intesa.

La variabile musicale. Solo nel XVI secolo, a giudizio concorde dei dizionari, il “concerto” passa ad indicare esecuzioni d’insieme polifoniche, con strumenti e interpreti vocali. E nel secolo successivo, con la musica barocca si afferma il “concerto grosso” dove sono impegnati un gruppo ampio di orchestrali e cantanti, contrapposto al “concertino” che vede impegnati un piccolo gruppo di solisti, spesso due violini e un violoncello. Secondo alcuni studiosi tra i primi musicisti ad utilizzare il termine concerto sia stato il compositore Arcangelo Corelli.