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Dieci milioni di galassie in un’unica immagine, ottenuta combinando più di mille fotografie, fanno parte della prima serie di immagini diffuse dall’Osservatorio Vera C. Rubin in Cile, che utilizza uno dei telescopi più grandi mai costruiti e che nei prossimi anni produrrà un’intera panoramica del cielo australe ogni tre notti, secondo gli esperti rivoluzionando il modo di fare astronomia. La costruzione dell’osservatorio è terminata da poco e l’enorme quantità di dati che sarà raccolta tornerà utile per l’identificazione degli asteroidi, lo studio del ciclo vitale di alcuni tipi di stelle e per verificare le ipotesi sull’esistenza della “materia oscura”, una delle componenti più sfuggenti di tutto l’Universo.
A parte alcune stelle in primo piano appartenenti alla Via Lattea, i puntini luminosi visibili nell’immagine rappresentano circa 10 milioni di galassie, cioè solo lo 0,05% dei circa 20 miliardi che il telescopio Rubin osserverà nei prossimi 10 anni. L’osservazione si concentra sulla regione meridionale dell’Ammasso della Vergine, a circa 55 milioni di anni luce da noi: è il più vicino grande ammasso di galassie e mostra una grande varietà di oggetti celesti, dalle stelle brillanti alle galassie a spirale blu vicine fino a gruppi di galassie rosse più distanti. Tra una galassia e l’altra è visibile una miriade di altri corpi celesti e di remote galassie, molte delle quali non erano mai state osservate o studiate prima.












