Finalmente svelate, in una conferenza in mondovisione, le tanto attese prime immagini dell’Universo prese dal nuovo telescopio americano ipertecnologico dedicato a Vera Rubin, grande astrofisica che rivoluzionò, nell’ultimo quarto del secolo scorso, la nostra visione della materia che vediamo, e anche non vediamo, nel cosmo.
Immagini che hanno stupito anche i professionisti più esperti, incredibilmente dettagliate e di proporzioni enormi, messe una dopo l’altra in una specie di film cosmico mai visto, tanto che il Presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, Roberto Ragazzoni, si è lasciato andare a una considerazione, fino a poco fa neppure immaginabile.
“L’Osservatorio Vera C. Rubin ci consentirà di aggiungere profondità e dinamismo all’osservazione dell’Universo. Con questo telescopio di classe 8 metri, in grado di fare continuamente la mappa del cielo dell’emisfero Sud ogni tre giorni, entriamo nell’epoca dell’ ”astro-cinematografia” e potremo esplorare anche una nuova dimensione: quella del tempo, con la quale ci aspettiamo di studiare il cosmo che cambia continuamente.”
Pienamente giustificato, dato che il Vera Rubin Telescope è velocissimo nel riprendere il cielo in pochi secondi e anche nel muoversi, molto più dei grandi telescopi che abbiamo ora, dedicati a osservazioni di piccolissime aree di cielo con grande precisione.











