Quando si pensa ai telescopi, ci si chiede sempre quanto lontano possano guardare con le loro potenti lenti. Vera Rubin, appena inaugurato, costruito sulle montagne del Cile dove l'aria tersa e secca crea un paradiso per gli astronomi di tutto il mondo, fa questo e il suo contrario.

Il suo "occhio" si muove veloce e può fotografare ampi spazi di cielo in poche ore, per coprire tutta la volta celeste dell'emisfero meridionale in 3-4 notti.

In dieci anni farà una mappa di tutto il cielo ben 800 volte in luce visibile, vicino infrarosso e vicino ultravioletto, con il sensore fotografico più grande al mondo (3.200 megapixel) e una lente anch'essa da primato.

Ci restituirà "il più grande film del nostro Universo" racconta Sara (Rosaria) Bonito, 48 anni, scienziata dell'Istituto nazionale di Astrofisica, all'Osservatorio di Palermo, e che rappresenta l'Inaf nel Board of Directors della LSST Discovery Alliance del Vera C. Rubin Observatory. Obiettivo: studiare come materia ed energia oscura piegano e accelerano il Cosmo, ma anche osservare tutto ciò che in cielo si muove o cambia luminosità, scoprire nuovi oggetti, stelle, asteroidi e comete. E, come una sentinella, avvertire la comunità internazionale di ciò che sta accadendo. "Uno progetto rivoluzionario anche per le nuove generazioni".