Il clima d'odio domina la scena politica italiana: in Parlamento, in piazza e anche in Università. Arriva da Alessandro Urzì, deputato di Fratelli d'Italia, l'ultima segnalazione di un fatto increscioso avvenuto a Trento, peraltro una delle "centrali ideologiche" della lotta armata degli Anni Settanta.

"Denunciamo il pericoloso riaffiorare della simbologia delle Brigate rosse nell’ambito di una organizzazione studentesca di sinistra accreditata all’Università di Trento e gli episodi che in queste ore stiamo sottoponendo all’attenzione dei ministeri all’Interno e all’Università devono imporre immediate reazioni da parte dell’Ateneo e del rettore".

Questi i fatti: "Sui propri social Instagram la presidente del Consiglio studentesco nonché componente del Consiglio di amministrazione dell’Ateneo trentino si è mostrata indossando magliette che mostrano la sigla delle Brigate Rosse, la stella a cinque punte odiosamente utilizzata come marchio per omicidi e attentati, ma come se non bastasse anche l’immagine della Renault 4 rossa che richiama l’omicidio del presidente Aldo Moro, ma ancora una pistola, un piede di porco, un passamontagna e addirittura l’immagine stilizzata di uno schermo tv in cui è ritratto il profilo dell’ostaggio prima della esecuzione. Al centro la scritta Barbie e la raffigurazione della celebre bambola. La maglietta risulta diffusa da un canale internet legato a un gruppo semiclandestino dal nome ‘Innioranza’ che ha prodotto un brano oscenamente inneggiante alle azioni delle BR ed all’omicidio Moro".