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Ultimo aggiornamento: 16:56
In un sorprendente colpo di scena scientifico, un gruppo di ricercatori dell’Università della Pennsylvania ha trasformato un fungo a lungo associato alla morte in una potenziale arma contro il cancro. Dopo aver isolato una nuova classe di molecole dall’Aspergillus flavus, un fungo tossico collegato a numerosi decessi negli scavi di antiche tombe, i ricercatori le hanno modificato e poi testate contro le cellule leucemiche. Il risultato? Un promettente composto antitumorale in grado di competere con i farmaci approvati e di aprire nuove frontiere nella scoperta di altri farmaci fungini. I dettagli del lavoro sono stati pubblicati sulla rivista Nature Chemical Biology.
Il fungo delle tombe – “I funghi ci hanno dato la penicillina”, ricorda Sherry Gao, professoressa associata di Ingegneria chimica e biomolecolare (CBE) e di Bioingegneria (BE) presso il Presidential Penn Compact e autrice senior del nuovo studio. “Questi risultati dimostrano che restano ancora molti altri farmaci derivati da prodotti naturali da scoprire”, aggiunge. L’Aspergillus flavus, così chiamato per le sue spore gialle, è da tempo considerato un nemico “maledetto”. Negli anni ’20, dopo che gli archeologi aprirono la tomba di Tutankhamon, una serie di morti premature tra gli scavi alimentò le voci di una maledizione del faraone. Decenni dopo, i medici ipotizzarono che le spore fungine, latenti da millenni, potessero aver avuto un ruolo. Negli anni ’70, una dozzina di scienziati entrarono nella tomba di Casimiro IV in Polonia. Nel giro di poche settimane, dieci di loro morirono. Indagini successive rivelarono che la tomba conteneva A. flavus, le cui tossine possono causare infezioni polmonari, soprattutto nelle persone con un sistema immunitario compromesso.









