“Spetterà al Comitato nazionale di valutazione etica esaminare le richieste delle persone che chiedono di accedere al suicidio medicalmente assistito (con 60 giorni per esprimersi, più altri 60) e se venisse accertato che non ci sono i requisiti previsti dalla sentenza della Consulta del 22 novembre 2019 (persona maggiorenne, con una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche insopportabili, inserita in un percorso di cure palliative, tenuta in vita con trattamenti sostituivi, pienamente capace di intendere e volere) la stessa persona non potrà presentare altre richieste nei successivi 48 mesi, perché dichiarate "inammissibili". È quanto si legge nella bozza sulla legge sul fine vita che la maggioranza ha proposto nella riunione del comitato ristretto al Senato.
Nella bozza si traccia anche il profilo del comitato nazionale di valutazione etica. Sarà formato da sette componenti: un giurista scelto fra i professori universitari di materie giuridiche o gli avvocati abilitati al patrocinio, un esperto di bioetica, uno specialista in anestesia e rianimazione, un medico specializzato in cure palliative, uno psichiatra, uno psicologo e un infermiere. Sarebbero nominati con decreto del presidente del Consiglio che nomina, tra loro, il presidente, il vicepresidente e il segretario. Restano in carica 5 anni con possibilità di rinnovo per due volte anche non consecutive.







