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24 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 15:29

C’è stato un momento, dopo pochi giri, in cui il Mugello si è alzato in piedi. La bandiera italiana sventolava tra le colline toscane e le grida di incoraggiamento si perdevano nella velocità di un sogno che sembrava potersi avverare: Francesco “Pecco” Bagnaia, due volte re della MotoGP, ci stava provando. E lo stava facendo alla sua maniera. In modo feroce, coraggioso, da pilota che conosce i propri limiti ma non ha paura di forzarli, almeno per un po’. I primi sei giri della gara del Mugello sono stati un inno al coraggio, alla tecnica e alla speranza di un intero Paese che sperava di vedere la rossa Ducati ufficiale davanti a tutti nel Gran Premio di casa.

Pecco c’era, eccome se c’era. Ha attaccato, ha lottato, ha sfruttato ogni centimetro del tracciato. La sua moto ha urlato dentro la Casanova-Savelli, ha frenato al limite alla San Donato, si è lanciato in percorrenza alla Bucine e ha cercato di mettere pressione agli avversari. E per un attimo ha anche dato la sensazione di poter reggere il passo e provare a vincere. Ma poi, come spesso accade quando si alza l’asticella, è venuta fuori la legge non scritta di questo sport: non vince chi parte meglio, ma chi riesce a durare di più. E Marc Marquez, ancora una volta, ha dimostrato che quando il livello si alza, lui sale ancora più in alto e mostra il suo essere alieno a tutti.