«Se non riesco a vincere qui al Mugello, vuol dire che c’è qualcosa che non va», aveva intuito poco prima della gara di ieri Bagnaia. Ebbene, Pecco si è dato una risposta da solo: il quarto posto alle spalle dell’ineffabile coppia spagnola Marquez (Marc)&Marquez (Alex) e dietro anche allo scintillante Di Giannantonio, su Ducati VR46, che è riuscito a beffarlo quando mancavano soltanto due giri dalla fine, ha chiuso un’altra domenica malinconica. Bagnaia è finito giù dal podio dopo una gara che, inizialmente, lo aveva visto lottare orgogliosamente, carena contro carena e con continui scambi di posizione, opposto all’otto volte iridato spagnolo. Dietro Pecco, due ragazzi italiani che non sfigurano: Bezzecchi, sull’Aprila, e Morbidelli sull’altra Ducati VR46, protagonista anche di una violenta lite con Vinales, tamponato in curva.
Bagnaia non vince più, però. Questo è il punto. Da quando il due volte ex campione del mondo ha fra i piedi in Ducati il Cabroncito, non sembra più essere in grado di salire sul gradino più alto del podio. E nemmeno su quello più basso. Eppure, nei primi sette giri, aveva dato vita a quella sfida muscolare ed estrema con lo spagnolo che ha spiegato, alla fine: «Pecco stava attaccando tantissimo all’inizio, soprattutto in staccata frenava molto tardi, io invece facevo un po’ più di percorrenza. Ho gestito e controllato anche mio fratello Alex. Alla fine ho festeggiato con una bandiera Ducati perché così ho tenuto la gente più calma», riferimento neppure troppo velato ai fischi che sabato il popolo del Mugello, ovviamente tutto dalla parte dei piloti italiani, gli ha dedicato. Il Direttore Generale della Ducati Corse, Gigi Dall’Igna, è uscito spossato dal duello iniziale, con contatti pericolosi, fra i due piloti ufficiali del team: «Sono vivo per miracolo, i primi sette giri ho fatto una fatica incredibile».












