C'è poco da girarci intorno: Elio è un flop abbastanza eclatante. Lo dicono i dati che, con appena 21 milioni di dollari guadagnati nei primi giorni al botteghino, lo collocano come il peggior debutto di un film Pixar di sempre, questo nonostante un giudizio su Rotten Tomatoes (il celebre aggregatore di commenti degli spettatori) dell'84%, quindi più che positivo. Continua dunque il trend piuttosto altalenante dei prodotti di una casa d'animazione che, fino al decennio scorso, era invece sicurezza di successo e amore incondizionato da parte del pubblico. Negli ultimi anni, tuttavia, l'incanto sembra essersi interrotto piuttosto bruscamente: film usciti dal 2020 in poi, come Onward, Soul (questi ultimi usciti proprio nel periodo del Covid), Luca, Red, Lightyears e Elemental hanno ricevuto un'accoglienza tiepida se non fredda, anche se il trend negativo sembrava essersi interrotto con Inside Out 2, che invece si è piazzato tra i titoli più visti del 2024.
Ma il problema, secondo gli analisti, sta proprio in questa differenza: sia Inside Out 2 sia Oceania 2, quest'ultimo di Disney Animation ma che comunque ha sbaragliato il botteghino l'anno scorso, sono dei sequel di saghe già amate di partenza, mentre faticano in sostanza le storie del tutto originali. “Ci aspettiamo che a questo trend i manager degli studios reagiscano mettendo in produzione meno film animati originali”, ha dichiarato a Deadline Doug Creutz, esperto di media per la società di analisi finanziaria TD Cowen: “Il problema è ovviamente che senza nessuna nuova property di successo, uno studio non può aumentare il suo portfolio di IP (proprietà intellettuali, ndr). E questo è particolarmente problematico per Disney che dipende da film animati, prodotti commerciali e parchi divertimento per far crescere la propria azienda”. Il rischio, in sostanza, è che questi passi falsi spingano a puntare su sequel e revival dei titoli del passato invece che su produzioni del tutto originali.







