Gli anni Ottanta non finiscono letteralmente mai. Lo si vede ancora una volta in «Elio», il nuovo film d’animazione Pixar/Disney adesso al cinema che ha avuto una lavorazione travagliata e ha risultati al botteghino tiepidi, battuto dal rivale Dreamworks «Dragon Trainer».

Fino al 2023 la regia del film era di Adrian Molina, co-regista di «Coco» (film del 2017, fra i migliori della Pixar dopo il passaggio alla Disney del 2006), ma in seguito alla decisione del direttore creativo Pixar Pete Docter di farlo rimaneggiare (causandone lo slittamento) è passata a Domee Shi e Madeline Sharafian, anche se Molina resta accreditato.

La pellicola conserva comunque una sua unità e uno spirito retrò.

Elio è un ragazzino solitario, ha perso i genitori, vive con la zia Olga, militare che lavora a un progetto top secret per decodificare i messaggi alieni. Vorrebbe tanto farsi rapire dagli extraterrestri per fuggire da un mondo dove si sente, se va bene, ignorato e incompreso (specie dalla zia), se va male pure bullizzato dai coetanei. Gli alieni arrivano davvero a prenderlo, grazie a un messaggio mandato proprio da lui: lo aveva suggerito ai militari il radioamatore nerd Gunther Melmac, ma era stato da loro ignorato e così, pur causando un blackout, lo invia lui dalla base militare della zia. I membri del Comuniverso, zona che ospita forme di vita intelligente provenienti da galassie lontane, credono che sia l’ambasciatore del pianeta Terra e così deve trattare con il bellicoso signore della guerra Lord Grigon, ma fa amicizia con suo figlio Glordon, un simpatico alieno a forma di grande verme (come sarebbe anche il padre, solo che è dentro un esoscheletro corazzato che lo rende molto più grosso e minaccioso).