Una lista di proscrizione pubblicata online, con decine di nomi e cognomi. Giornalisti, politici, imprenditori, dirigenti d’azienda e intere società accusati di essere «agenti sionisti in Italia». Un linguaggio d’odio, condito da accuse ideologiche e suggestioni rivoluzionarie, che da tempo ha messo in allerta le forze dell’ordine. Il Nuovo Partito Comunista Italiano continua ad aggiornare l’elenco di nomi che marchia appunto come «sionisti» in modo dispregiativo. L’ultima versione dell’elenco risale al 29 maggio scorso. La lista è stata pubblicata sul sito ufficiale del Nuovo PCI, accompagnata da un appello a «denunciare e colpire il blocco sionista» presente nel nostro Paese. L’impianto ideologico è quello del marxismo-leninismo più ortodosso, filtrato attraverso un’antica narrativa antimperialista, antiamericana e fortemente anti-israeliana, che scivola rapidamente nell’antisemitismo. Si citano «tentacoli» del sionismo nei media, nella finanza, nella politica e persino nello sport. Una costruzione paranoide, in pieno stile cospirazionista, che rievoca stagioni buie della storia repubblicana.